Una storia di solidarietà e fiducia: il primo prestito di PerMicro in Toscana
Microcredito è soprattutto solidarietà e fiducia. L’abbiamo capito dalla storia che ci ha raccontato Francesca Di Giuseppe, responsabile area di Firenze di PerMicro, società finanziaria di microcredito, che dal settembre 2009 opera anche in Toscana.
Francesca ha concesso il “suo” primo prestito a Sisica e Joan, due giovani Rom che tuttora abitano insieme ai loro 4 figli piccoli nel campo nomadi di Coltano a Pisa. Quando l’hanno conosciuta si trovavano in una situazione disperata. L’unica cosa che possedevano e che li permetteva di tirare avanti era un vecchio furgone, con il quale sbarcavano il lunario portando materiale industriale nei centri di smaltimento. Ma un giorno anche questo li ha abbandonati. Ovviamente non avevano i soldi per comprarne uno nuovo, tanto meno pensavano di chiedere un finanziamento in qualche istituto di credito, ma se anche lo avessero fatto non lo avrebbero mai ottenuto.
“PerMicro si propone proprio di aiutare le persone come Sisica e Joan – ci racconta Francesca – che sono esclusi dal sistema del credito tradizionale, perché senza sufficienti garanzie. Infatti nessuno dei due aveva un conto corrente ed entrambi risultavano nullatenenti”.
L’incontro tra Francesca e la coppia non è avvenuto per caso, è stato fondamentale il contributo di Leonardo, il maestro elementare dei bambini, che, venuto a conoscenza di PerMicro, ha pensato che fosse la soluzione migliore per loro. Molto spesso le persone a cui si rivolge il microcredito non hanno a disposizione neanche gli strumenti necessari per conoscere questa opportunità. Diventa quindi centrale il ruolo di associazioni di solidarietà o singole persone, come Leonardo, che possono funzionare da tramite tra l’istituto di microcredito e il cliente.
Così è stato possibile concedere un prestito di 2mila euro a Sisica – Joan non aveva ancora i documenti -, con il quale hanno potuto ricomprare un vecchio furgone e tornare a svolgere la loro attività, per guadagnare quelle poche decine di euro al giorno con cui sopravvivere. “La società PerMicro concede prestiti a chi non ha garanzie ma le occorre comunque un soggetto che funzioni da garante – ci spiega Francesca – inoltre è necessario che chi riceve il credito abbia un conto corrente. è stato importante il sostegno da parte di Leonardo, che ha accettato di diventare garante morale dei due giovani e li ha aiutati ad aprire il loro primo conto corrente”.
La coppia, sostenuta da Leonardo e Francesca, è riuscita a restituire i 2mila euro, pagando tutte e 12 le rate. “PerMicro non fornisce soltanto prestiti – continua Francesca – ma si propone anche di diffondere una corretta conoscenza e utilizzo del credito e del denaro in generale”.
Nel 2010, poi, il Comune di Pisa ha trasformato il campo di Coltano, costruendo delle abitazioni dignitose per i Rom. Una di queste case è stata assegnata alla famiglia di Sisica e Joan, ma servivano soldi per arredarla e pagare i primi affitti, seppure agevolati, al Comune. E così siamo arrivati al secondo prestito.
Oggi la coppia ha chiesto il terzo prestito a PerMicro, stavolta di ben 10mila euro, per poter pagare tutte le spese burocratiche necessarie a mettersi in regola, a rinnovare i passaporti e farli per la prima volta ai loro figli.
“Due anni fa – ci racconta Francesca – era impensabile che riuscissero a restituire il primo prestito, figuriamoci ad accenderne un terzo di ben 10mila euro. La loro era una situazione che non si sarebbe potuta risolvere in altro modo, si tratta di soggetti davvero non bancabili. A differenza dei luoghi comuni, hanno dimostrato di essere capaci di apprendere la cultura del risparmio e di essere affidabili, questo anche grazie all’aiuto di Leonardo. Se non ci fosse stato lui, che si proponeva come garante, neanche noi avremmo potuto fare molto. La forza del microcredito – conclude – non sta solo nel fare accedere al credito persone che ne sono escluse, ma anche nella costruzione di un rapporto di fiducia reciproca tra cliente, istituto che eroga il prestito e garante”.



